Troppo buio

“Troppo buio vero? Le giornate di fine Ottobre non le ho mai capite..”
Il guardiano del parco continuava a parlare. Lì, con la sua mega torcia, tutto intento a narrare in modo epico la storia della sua vita e del suo io-lirico a Giacomo, che però, in quel momento, aveva altro a cui pensare. Anzi, pare che Giacomo avesse sempre altro a cui pensare.
“Scusi, può fare luce qui adesso?”
“Si, certo, ma non ho ancora capito cosa hai perso, ragazzo…”
Il vecchio, o almeno così lasciavano intuire i capelli grigio speranza, spostò la sua grande torcia originale Decathlon sotto al punto indicato da Giacomo.
“Un cazzo, un emerito cazzo, ma dove santo Dio è finito?”
Giacomo non ascoltava nemmeno quello che il guardiano aveva da dirgli. Tutto intento a cercare.
Curvo, a tastare l’asfalto su cui chissà quante volte aveva sputato negli immortali giochi d’acqua estivi.
Sticazzi.

“Ma ragazzo cosa stai cercando?”
“Una cosa…”

Una cosa. Risposta insopportabile per un curioso. é come accontentarsi di credere a chi dice di chiamarsi Nessuno. Bisogna dire, però, che Giacomo a chiudere le conversazioni era veramente bravo. Lo aveva imparato dai libri di Scienze. Con le frasi che finiscono solo a titolo informativo. E tu che rimani a farti dodicimila domande, quando poi chissà quali stronzi hanno inventato la Biochimica. Fede nella Scienza?

Giacomo tirò fuori il suo smartphone verdeacqua e accese la torcia con relativa applicazione di ampliamento del raggio d’azione.
Il guardiano era lì lì per imbestialirsi ma poi la sua coscienza moralista gli impresse nel cervello un “i ragazzi di oggi sono tutti maleducati, che vogliamo farci, magari s’era dimenticato che nel cellulare ci aveva una torcia”  e si fermò. Anzi, da buon cristiano quale si sentiva, cominciò a cercare anche lui. Che cosa? Questo di certo non lo sapeva. Lui è uno che chiude i parchi.

Tempo 30 secondi e Giacomo era già alla quarta liquirizia ingerita per il nervosismo. Con la pressione a mille e l’impressione di non farcela aveva presagito la possibilità di arrendersi.
Il vecchio invece era ostinato, piegato a gattoni sbatteva contro tutte le panchine che mai gli erano sembrate così ingombranti. Scavava buche e strappava bruscamente l’erba che, da buon guardiano, avrebbe dovuto per lo meno provare a conservare. Seh, come le leggende fisiche sulla massa.

E dire che fino a quel momento il guardiano era sicuro di tutto.

Giacomo, invece, aveva l’aria di un Raudo a capodanno: autoesplosione.
Due persone, poche altalene, e forse anche la pioggia. Ma in realtà nulla di tutto questo visto coi loro occhi. La pretesa di spostare l’azione come si vuole, di correre senza tornare indietro.

Giacomo si arrese. Si arrese  perchè non poteva fare tutto da solo. Era l’unico modo per trovare: fidarsi.

“Scusi, cosa le avevo detto che stavo cercando?”
“Una cosa…”

 

28